Nata a Senigallia (Ancona)
Insegna Psicologia dello Sviluppo del Linguaggio e della Comunicazione presso l' Università di Padova, di cui è anche vice preside.
Tra i libri pubblicati "Lo sviluppo dei concetti nel bambino. Quando Fido diventa un animale" (Giunti, 1989).
Di mestiere è docente, ma avrebbe volentieri desiderato fare la ballerina delle gare di liscio (quelle con i vestiti a lustrini e piumette, che volteggiano tra le braccia di uomini vestiti da pinguini). In questa confusione estetico-zoologica, e per deformazione professionale, anziché allenarsi seriamente in pista per tentare di vincere qualche gara, ha scritto "Avanzi di Balera", dove descrive - con incondizionato entusiasmo ma sempre con capacità di osservazione e spirito affettuosamente critico - il modo del ballo, i suoi templi e i suoi riti: dalle scuole dove si impara questa antica arte ai luoghi dove si pratica quotidianamente (balere e discoteche, ma con una spiccata preferenza per le prime). Ciò che ne risulta è una esaltazione del ballo come metafora della vita. Il tutto per costruire assieme, uomini e donne, ballerini esperti e teneri principianti, momenti di divertimento, di seduzione reciproca e di autentica comunione psicologica.
Il libro non vuole essere solo un elogio del ballo (liscio) in tutti i suoi aspetti (estetici, psicologici e sociali) ma anche un'analisi semiseria, autentica e vissuta, delle implicazioni soggettive dell'arte di ballare, delle scuole dove viene insegnata, delle diverse personalità degli amanti della danza, del mondo dei locali notturni dove, al suono dei più svariati ritmi, si ripercorrono sera dopo sera le eterne fasi della seduzione e della conquista di sé e degli altri.
Il ballo, i suoi luoghi e i suoi riti si confermano come perfetta metafora dell'esistenza umana.
Perché quando si entra in una sala da ballo, sia pure in quel breve tempo e in quel luogo circoscritto, ci si esibisce, ci si confronta, si lotta con se stessi e con altri rivali, si cerca di far brillare il meglio di sé, senza rivelarsi troppo e subito.
Si impara molto in balera; si impara a conoscere se stessi e il proprio genere, a fidarsi e a diffidare, a osservare e a essere osservati, a osare e a ritirarsi al momento giusto.
Tra descrizioni di ambienti, considerazioni e ricordi personali, consigli per l'uso, chi non frequenta più i locali da ballo ritroverà un'atmosfera amata; chi del ballo è incuriosito troverà qui una spinta briosa per muovere i suoi primi passi. 






Beatrice Benelli