singolare produzione  di originalissimi pupazzi creati con filati, bottoni, nastri, cordoni, perle, strass e paillettes,
materiali dei quali le donne fanno un uso quotidiano e di cui invece Maria Giovanna Giorda si serve per evadere dal quotidiano, in una dimensione fantastica che sconfina nel sogno ad occhi aperti.
Infatti, se in alcuni pupazzi sono riconoscibili, pur in una deformazione fortemente caricaturale,  tipi della vita di ogni giorno e del comune immaginario collettivo ( " il frate dentone" " il punk" " la squaw"  "la danzatrice" "l'angelo" ecc.), altri invece sono indefinibili bizzarrie tratte a materializzarsi da un mondo onirico.
Una inesauribile varietà di forme che non sono realizzazioni di idee preesistenti: è il materiale stesso che le suggerisce e che, mentre viene manipolato, rivela via via impreviste possibilità espressive.
Maria Giovanna Giorda confida che incominciò molti anni fa, in modo quasi clandestino, usando gli avanzi di quella che era la sua produzione professionale, di elegante maglieria decorata: se un'attività era lavoro e impegno, l'altra era gioco e divertimento; se la maglieria veniva venduta, i pupazzi venivano regalati agli amici; se nelle creazioni di moda veniva proposto un ottimo gusto, nei pupazzi questo veniva irriso ed affiorava il gusto del grottesco, della caricatura, dell'orrido.
Una estrosità che Mariagiò esprime anche in brevi racconti surreali, nel genere di un irresistibile " nonsense".......
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     DARIA MARTELLI   
      scrittice

..................e i suoi racconti
le Maranteghe di MariaGiò.........