MENTE UMANA SENZA UN PERCHE'
SE ERA TROPPO TARDI...
Due sottili strati
di un raro e fortunato Pianeta
fra i quali la VITA scoppio'
Uno di aura impalpabile e dolce
al di sopra respiro e suoni offriva,
l'altro solido ma come barca
su eterne lave infuocate galleggiante,
da secoli colori e cibo porgeva.
Ma venne il MALE, da dentro l'UOMO,
e i suoi figli videro rompersi il delicato ricamo;
dapprima come le impronte dei gabbiani
sulla sabbia del mare,
poi orrendi insanabili squarci,
e gli atterriti figli del distratto Tiranno
nulla poterono perchè non sapevano,
perchè era fatalmente troppo tardi,
perchè non si era amata prima
la vera anima del mondo.
Piergiorgio M.
Affresco di Primavera
Volo di falchi
tra nuvole d'argento
liberi nel vento
in giochi d'infinito.
Si librano nel cielo
con ali di luce
fendono l'azzurro
con artigli d'amore
a ghermire gocce di rugiada
su petali di rosa
da donare al sole.
In acuti richiami si spande
armoniosa sinfonia di vita.
Note d'organo esplodono,
si rincorrono nel vento,
e picchiano gioiose
sulla fuga dell'Inverno.
Saettante volo di falchi,
festanti evoluzioni
su prati trapunti
di margherita e viola.
Volo che plana, sospeso,
su mare d'erba profumata
e incantati, algidi,
alberi parati a festa.
Volo di falchi
dipinto nell'azzurro,
ricami di cielo
tra nuvole d'argento,
boschi di luce e prati,
fili d'erba e fiori:
affresco di Primavera.
Mario B
Solitudine
Solo, per deserti sentieri,
cammino tra alberi spogli
e mi raggiunge il vento.
Sibila tra i rami,
tremano i cespugli
assetati di Primavera.
Va frugando la terra
fredda dell'inverno
nidi in abbandono
tra foglie morte, sterpi,
ed erbe dissecate.
Da un cielo di piombo
una livida luce
filtra stentorea.
Allineate in fondo
stagliate nell'orizzonte
sagome nere di colli
come arcaici tumuli
d'impossibili giganti.
Ed il pensiero avanti a me!
Nel bosco agitato
m'inoltro confuso
tra istinti e sentimenti
in caos primordiale
e tanta sete d'infinito.
Infinite domande,
infiniti perché,
struggente malinconia
in cerca di risposta
a questo "io" solitario.
Dal piano mi giunge ossessivo
continuo sciabordio di vita,
incessante mormorio,
brusio sommesso,
come pianto antico
d'umanità in affanno.
Mario B:
Domani
Il sole declina,
annuncia la sera.
Sulla cima del Venda
uno squarcio di luce
ancora per poco rimane.
In pallido azzurro,
quel giallo dorato
io vedo sfumare,
e sento che il sole,
come l’emozione
che mi hai regalato,
non m’ abbandona
in questo giorno che muore,
si allontana soltanto
per tornare più intensa
domani.
Graziella Z: